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Tipologia:
Comune:



Castello di Varano de' Melegari

Nell'età presente il Castello di Varano de' Melegari appare come un tranquillo e nobile maniero che declina dolcemente verso il letto del fiume. Il viandante di un tempo, invece, raggiungendo il borgo camminando lungo il greto del fiume ne coglieva tutt'altro aspetto.

Egli incontrava una presenza minacciosa in grado di inserirsi a pieno titolo tra le opere fortificate medievali di gran pregio. Un'architettura che valorizzava al meglio le condizioni del terreno e in grado di sfruttare il fossato naturale costituito dal confluire del torrente Boccolo nel Ceno.

Il visitatore accede dalla parte superiore, da un ingresso che ha origini recenti che conduce direttamente ai piedi del mastio, o dongione, oggi ingentilito da un piccolo giardino. In passato la sua struttura, massiccia ed austera era la difesa laterale della cinta muraria che racchiude il cortile. Collocato su un'alta base rocciosa, protetto da piombature a strapiombo, il mastio era il cuore fortificato del castello al quale era collegato solamente tramite un ponte levatoio.

Al suo interno vi erano le prigioni ed il tribunale. e prime erano ospitate nel seminterrato, la sale del tribunale invece era la primo piano e all'occorrenza poteva ospitare incontri di alto lignaggio tra i signori del tempo.

 Superato il piccolo giardino che circonda il mastio si accede alla corte interna con pianta quadrata che oggi viene utilizzata per spettacoli in grado di riproporre le suggestioni del tempo trascorso. Volgendo lo sguardo verso la parte superiore della corte è possibile notare i numerosi fori lungo i quattro angoli: sono le tracce degli antichi camminamenti di ronda ai quali si accedeva con scale rettrattili.

Il primo piano raggiungibile mediante lo scalone che sale sul fianco interno del mastio, ospita o locali nobili quelli che hanno accolto per secoli i signori del maniero. I locali hanno subito numeri rimaneggiamenti nel corso dei secoli a cura dei proprietari: le maggiori trasformazioni sono quelle operate a inizio '900 da parte dell'ingegnere Levacher, uno degli ultimi proprietari del Castello.

Un ultimo balzo e si raggiungono i camminamenti dai quali è possibile ammirare un lungo tratto della valle del Ceno e comunicare a vista con ciò che resta del Castello di Roccalanzona dal quale le guarnigioni potevano controllare in lontananza i movimenti di truppe nemiche.  

Il Castello fu residenza dei Marchesi Pallavicino, antica stirpe longobarda il cui capostipite, Adalberto, giunse in Italia nel X secolo al fianco dell'imperatore Ottone I. Proprio nella Cronaca Pallavicina si trova il primo riferimento al castello dove viene menzionato come patrimonio ereditato da Uberto, nipote di Adalberto, nel 1087. I Pallavicino sono fedeli all'impero e come ghibellini non si sottraggono allo scontro che li vede contrapposti ai guelfi.

E' così che nel 1442 le anguste prigioni del castello ospitarono un carcerato illustre: Cesare Bentivoglio. Questi è a capo della famiglia guelfa che ha governato Bologna prima di essere sopraffatta dalla fazione ghibellina vicina ai duchi di Milano, Annibale fu un avversario temibile, l’unico in grado di ribaltare la situazione per questo motivo venne allontanato dalla città ed affidato alla custodia dei Pallavicino.

L'operazione che portò alla sua liberazione fu per molto tempo proposta come modello di coraggio e di tecnica nelle scuole militari: un gruppo di guelfi bolognesi assaltarono infatti il mastio e liberarono Annibale. Questi, rientrato a Bologna e nascosto guiderà l'insurrezione che libererà la città dalla sottomissione Viscontea.


Orari del castello: Sabato  dalle 14 alle 18,00
Domenica dalle 10 alle 12,00 e dalle 14 alle 18,30
Nei feriali su prenotazione

                  


Scheda pratica per "Castello di Varano de' Melegari "
Comune
Varano de' Melegari
Indirizzo
Piazza Martiri della Libertà, 14
Informazioni
Castello Tel 0525 305081 cell. 348 7694257 Fax 0525 463118; E-mail: castello.varano@libero.it

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data di creazione: 11/08/2005
data di modifica: 12/03/2010
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